Questa sera la Via Matris a S. Pietro e S. Maria delle Grazie
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| Annibale Carracci, Pietà con due angeli 1603 ca, Kunsthistorisches Museum, Vienna |
Nell'ultimo venerdì di Quaresima, la Chiesa propone alla preghiera dei fedeli il pio esercizio della Via Matris in sostituzione alla usuale Via Crucis: «Modellata sulla Via Crucis e fiorita dal tronco della devozione ai «sette dolori» della Vergine, questa forma di preghiera germinata nel sec. XVI si è progressivamente imposta, fino ad attestarsi nella forma attuale nel sec. XIX.», così il Direttorio per la Pietà popolare.
Lo stesso documento, emanato dalla Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei sacramenti, spiega le ragione di questo accostamento. «Associati nel progetto salvifico di Dio (cf Lc 2,34-35), Cristo crocifisso e la Vergine addolorata sono associati anche nella Liturgia e nella pietà popolare. Come Cristo è l'«uomo dei dolori» (Is 53,3), per mezzo del quale piacque a Dio «riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce [...] le cose che stanno sul la terra e quelle dei cieli» (Col 1, 20), così Maria è la «donna del dolore», che Dio volle associata a suo Figlio come madre e partecipe della sua Passione. Fin dai giorni dell'infanzia di Cristo, la vita della Vergine, coinvolta nel rifiuto di cui era oggetto suo Figlio, trascorse, tutta, sotto il segno della spada (cf Lc 2,35). Tuttavia la pietà del popolo cristiano ha individuato nella vita dolorosa della Madre sette episodi principali e li ha contraddistinti come i «sette dolori» della beata Vergine Maria. Così, sul modello della Via Crucis, è sorto il pio esercizio della Via Matris dolorosae o semplicemente Via Matris, anch'esso approvato dalla Sede Apostolica (cf Leone XIII, Lettera apostolica Deiparae Perdolentis). Forme embrionali della Via Matris sono individuabili fin dal secolo XVI, ma nella sua forma attuale, essa non risale oltre il secolo XIX. L'intuizione fondamentale è quella di considerare l'intera vita della Vergine, dall'annuncio profetico di Simeone (cf Lc 2,34-35) fino alla morte e sepoltura del Figlio, come un cammino di fede e di dolore: cammino articolato appunto in sette «stazioni», corrispondenti ai «sette dolori» della Madre del Signore.»
Nella nostra Comunità Ecclesiale, il Rito si terrà alle ore 17, presso la Chiesa di S. Pietro in Posula, e alle ore 18.30 presso la Chiesa di S. Maria delle Grazie, preceduto, alle ore 18, dalla celebrazione della S. Messa in suffragio di tutte le mamme vittime della violenza e dell'ingiustizia umana.

